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| All'opera (foto Nuovo Diario Messaggero) |
Imola – Venerdì 11, sabato 12 e
domenica 13 settembre torna a Imola RestArt Urban Festival, giunto
alla sua tredicesima edizione. Promosso dall’Associazione Noi
Giovani, in collaborazione con il Comune di Imola, il festival torna
quest’anno in uno dei luoghi simbolo della propria storia: la
Palestra Ruscello, spazio che nel 2013 aveva ospitato la prima
edizione di RestArt.
Un ritorno alle origini che non vuole
essere una semplice ripetizione del passato, ma una nuova
riattivazione di uno spazio già trasformato dall’arte. RestArt
torna infatti a interrogarsi sul rapporto tra arte contemporanea,
spazio pubblico e comunità, rileggendo un luogo alla luce dei
cambiamenti che hanno attraversato la città e le persone che la
vivono.
Il tema scelto per questa tredicesima
edizione è “Il Miraggio”: una metafora visiva e concettuale che
invita a guardare oltre ciò che appare reale, mettendo in
discussione il modo abituale di percepire lo spazio urbano.
Geometrie, campi di colore, forme e giochi ottici trasformeranno
l’architettura della palestra in un dispositivo percettivo capace
di generare nuove letture del luogo.
Il direttore artistico, nonchè uno dei
fondatori del RestArt Urban Festival, Cesare Bettini esprime tutto il
suo orgoglio per quanto ha creato il festival per la comunità nel
corso di questi anni: “Miraggio nasce da una sensazione che conosco
bene: inseguire qualcosa che sembra lontano, forse persino
impossibile, e decidere comunque di continuare a camminare in quella
direzione.
Tredici anni fa RestArt era esattamente
questo. Il sogno un po’ matto di un gruppo di ragazzi di Imola che
aveva poco più di vent’anni e voleva provare a cambiare alcuni
luoghi della propria città attraverso l’arte. Non avremmo mai
immaginato di arrivare alla tredicesima edizione, cambiando ogni
volta luogo, tema e artisti, e costruendo negli anni un percorso che
ha portato a Imola autori italiani e internazionali.
Quest’anno torniamo alla Palestra
Ruscello, uno dei luoghi da cui questa storia è partita. È qui che
appare il primo Miraggio: inizialmente sfocato, incompleto, quasi
impossibile da mettere a fuoco. Durante il festival prende
progressivamente forma attraverso le opere, le persone e le azioni,
per poi uscire dalla palestra e diffondersi nella città. Gli
interventi successivi su muri, cabine, torrette e a Montecatone
saranno nuove apparizioni dello stesso racconto.
Una parte fondamentale del progetto
sarà costruita direttamente dalle persone. Uno dei muri diventerà
un’opera collettiva e modificabile: bambini, ragazzi e passanti
potranno dipingere, aggiungere elementi e lasciare dentro questo
Miraggio qualcosa di proprio. Un desiderio, una paura, un’immagine
del futuro. Non vogliamo soltanto mostrare alla città quello che
immaginano gli artisti: vogliamo chiederle cosa immagina lei. Da
quest’anno anche UrbanUtopia Studio entra maggiormente nel progetto
artistico, oltre che nella produzione, lavorando insieme ad
Associazione Noi Giovani e agli artisti invitati per costruire un
linguaggio capace di tenere insieme le diverse parti del festival.
C’è infine un significato più personale. Dopo tredici anni ho
capito che un miraggio non deve necessariamente essere qualcosa che
non esiste. Può essere qualcosa che esiste perché qualcuno,
ostinatamente, continua a crederci. RestArt oggi è reale. Lo sono i
muri, gli artisti arrivati a Imola, le persone incontrate, i ragazzi
cresciuti insieme al festival.”
Il Miraggio prenderà forma attraverso
gli interventi di Jambo, Peposkho e Lozada, insieme al lavoro di
UrbanUtopia Studio e del direttore artistico Cesare Bettini.
Linguaggi e sensibilità differenti si incontreranno per costruire un
racconto visivo unitario, capace di modificare progressivamente la
percezione della Palestra Ruscello e degli spazi che la circondano.
Un’opera che non sarà soltanto da guardare, ma da attraversare,
vivere e contribuire a costruire.
La dimensione partecipativa sarà
infatti centrale nell’edizione 2026. Accanto agli interventi degli
artisti, il programma coinvolgerà bambini, ragazzi, sportivi e
cittadini attraverso attività laboratoriali e un’opera collettiva
che permetterà a chiunque di lasciare un proprio segno sul muro
della palestra. L’obiettivo è trasformare l’intervento artistico
in un processo condiviso, nel quale la comunità non sia soltanto
spettatrice, ma parte integrante dell’opera.
Il festival si svilupperà nell’arco
di tre giornate, con un programma che affiancherà l’arte urbana
alla musica, allo sport, alla fotografia, ai mercatini, alla poesia e
all’intrattenimento. Tra gli appuntamenti musicali sono previsti Dj
Ralf, Diego Colangelo, Elia Poggi, Dj Nicholas Pagliai, Dj Terranova,
Dj Rosso, Dj Lefty e Sano Business, oltre al Poetry Slam, al torneo
di basket femminile e alla proiezione di Cinema Alchemico. Non
mancheranno inoltre mostra fotografica, attività per il pubblico e
spazi dedicati alla ristorazione e alla socialità.
L’edizione 2026 è organizzata da
Associazione Noi Giovani in collaborazione con il Comune di Imola,
con il contributo di Città Metropolitana di Bologna, Bologna Città
Creativa UNESCO della Musica, Bologna Estate, Fondazione Cassa di
Risparmio di Imola e Bologna Metropolitana, e con il sostegno degli
sponsor BCC Ravennate Forlivese e Imolese, SACMI, Conad Carducci
Imola Food & Fuel, COMA, DRINK, FORST, PinoTel Gruppo, Molino
Rosso, Spanzzo, CEER Res Omnia, LocaTop Imola e NRG Island Floating
PV Systems.
RestArt Urban Festival 2026 – Quando
e dove
Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre
2026
Palestra Ruscello – Imola
Ingresso gratuito
Ufficio Stampa NoiGiovani - Valerio
Matteo Celotti 333 4211816 - Instagram:
@restarturbanfestival - Facebook: RestArt – Urban Festival