L’informazione pubblica che coinvolge un’importante area agricola del territorio viene così nascosta sia alla comunità che ai comitati, che hanno entrambi il diritto di conoscere la verità: Dopo il tavolo interistituzionale del 1° dicembre 2025 primo e ultimo incontro, analisi e considerazioni sono proseguite con incontri riservati nelle stanze delle singole amministrazioni e rigorosamente sui tavoli tecnici.
Quest’ultimo tracciato mai ufficializzato, modifica radicalmente quello presentato nella relazione conclusiva del dibattito pubblico di RFI datata 25 luglio 2025: l’alto viadotto in affiancamento allo storico sedime ferroviario, rigorosamente sopraelevato su piloni in cemento, proseguirebbe fino a Toscanella per poi deviare verso l’autostrada, superarla all’altezza di Imola-Correcchio e proseguendo a nord dell’autostrada continuare su San Prospero e raggiungere Solarolo. Una trasformazione che dimostra che di “definitivo” non c’è ancora nulla e tutto è in balia degli eventi e nel riserbo assoluto.
Fra le motivazioni di questa variante, si cita l’esigenza di evitare le vasche di espansione di Castel Guelfo, ma non è dato sapere come si affrontano criticità analoghe per altre aree sottoposte alle stesse problematiche ed intrecciate con l’ipotetico tracciato.
Si persevera quindi con il silenzio e la mancata informazione, mentre i cittadini rischiano un cantiere di proporzioni gigantesche: lungo 40 km, largo 300 metri, dal costo record di 3,6 miliardi, 100 milioni a km mai visto prima d’ora. Di fatto, per un quadruplicamento che è come costruire una seconda autostrada a 2 corsie accanto a quella esistente, senza alcuna interconnessione: un progetto sproporzionato e assurdo che non sortisce gli stessi risultati di una unica arteria combinata e riorganizzata.
E non si apre nemmeno il confronto serio sulle alternative. Si ignorano le tecnologie ERTMS, sostenute dall'UE e in corso di implementazione da parte dei gestori delle reti nazionali fra cui, in Italia, RFI, da completare entro il 2031; tecnologie che consentono, se ben combinate ad una razionale rivisitazione del piano dei binari, un sensibile aumento della capacità ferroviaria senza consumo di suolo e con costi enormemente inferiori. Mentre il quadruplicamento, vedrà forse la luce intorno al 2050.
In questo quadro pesa l’appello del presidente del TAR Emilia-Romagna, Paolo Carpentieri, che nei giorni scorsi all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario ha chiesto maggiore attenzione verso i comitati dei nell’accesso alla giustizia amministrativa.
Alla luce di quanto esposto, il Coordinamento dei Comitati chiede con insistenza che si apra un confronto immediato con i cittadini e maggior coinvolgimento per i comitati, che vengano auditi gli ingegneri esperti esperti indipendenti autori del documento tecnico risolutivo, che si tenga conto della nuova petizione che, ad oggi, ha già raccolto 1500 firme.
È surreale che la politica, con tutti gli elementi in mano, resti prigioniera di convenienze invece di riconoscere la verità".
Per il Coordinamento dei Comitati - Armando Martignani









