Roma, 14 settembre 2026 – Il
2026 è l’anno di un’altra estate segnata da temperature record.
Secondo Copernicus, giugno è stato il più caldo mai registrato
nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale.
Di fronte a una crisi del genere, la sfida è evitare che la crisi
diventi la ‘nuova normalità’ e che alla preoccupazione subentri
la rassegnazione. Per questo c’è bisogno di continuare a parlare
di crisi climatica, mostrando chi ne sopporta i costi maggiori, quali
disuguaglianze si approfondiscono e quali possibilità abbiamo ancora
di reagire insieme.
Su questo terreno si muove la quarta
edizione di Cinema In Verde, il festival internazionale di cinema
ambientale e sociale ideato da Simonetta Lombardo e organizzato da
Silverback e Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza
Cultura, con il sostegno di Roma Capitale, in programma dal 17 al 20
settembre tra l’Arena di Piazza Vittorio e il Nuovo Teatro Ateneo
della Sapienza. Al centro della manifestazione, sei film
internazionali inediti in Italia in concorso per il Ginkgo d’Oro
2026: opere che guardano al rapporto tra crisi ambientale e vita
delle persone attraverso terre sottratte alle popolazioni indigene,
estrazione mineraria, disboscamento illegale, migrazioni, energia e
disuguaglianze, fino all’eco-ansia e al rapporto tra esseri umani e
mondo naturale.
«Corriamo il rischio che il caldo
record, gli incendi, la siccità e gli eventi estremi finiscano per
non sorprenderci più: alla consapevolezza può sostituirsi una sorta
di eco-rassegnazione, l’idea che la crisi climatica sia ormai
inevitabile e che quindi possiamo solo adattarci. È proprio questa
rassegnazione che dobbiamo smontare. Per farlo abbiamo bisogno anche
del cinema, perché le storie rendono visibili gli effetti della
crisi sulle vite, sui diritti e sulle disuguaglianze, e possono anche
mostrare che le risposte si costruiscono quando si uniscono le forze.
Cinema In Verde nasce anche per questo: mettere insieme cultura,
ricerca, istituzioni, associazioni e pubblico e trasformare la
consapevolezza in capacità di agire», dichiara Simonetta Lombardo,
ideatrice di Cinema In Verde e CEO di Silverback.
Dal nucleare alle terre indigene: i sei
film in concorso
Il concorso si apre giovedì 17
settembre con due storie molto diverse sul rapporto tra esseri umani,
natura e progresso. The Rembrandt Syndrome di Pierre Schoeller, dalla
Francia, entra nel mondo dell’industria nucleare attraverso Claire
e Yves, due ingegneri la cui fiducia nella scienza e nella
razionalità viene incrinata quando lei comincia a interrogarsi sulla
sicurezza dei reattori sui quali lavorano. Il dubbio si accompagna al
presentimento di un possibile disastro e a una crescente eco-ansia.
The Last Blossom di Baku Kinoshita, film d’animazione giapponese,
segue invece un anziano detenuto condannato all’ergastolo che
trascorre gli ultimi giorni della propria vita dialogando con un
piccolo fiore di balsamo: dal confronto riaffiorano il passato nella
yakuza, gli affetti e i rimpianti, in un racconto che intreccia
memoria, animismo e possibilità di redenzione.
Venerdì 18 settembre il centro del
racconto diventa la terra e il diritto di continuare ad abitarla.
Nimuendajú di Tânia Anaya (Brasile, Perù) ripercorre la storia
dell’etnologo tedesco Curt Unckel e il suo rapporto con le
popolazioni native del Brasile, fino alla scelta di denunciare
persecuzioni, espulsioni e progressiva occupazione dei loro
territori. In Árru di Elle Sofe Sara (Norvegia, Svezia e Finlandia)
è invece un progetto minerario a minacciare i pascoli di una
comunità Sami e il lavoro di Maia, madre single e allevatrice di
renne. La battaglia per difendere il territorio si intreccia qui con
una storia familiare e con traumi rimasti a lungo sepolti.
Sabato 19 settembre due film messicani
guardano alle foreste e alle economie che crescono intorno al loro
sfruttamento. In La Reserva di Pablo Pérez Lombardini, Julia,
guardaboschi del Chiapas, cerca di contrastare i taglialegna illegali
mentre la comunità di Monte Virgen è sempre più restia a esporsi.
The Garden We Dreamed di Joaquín del Paso segue invece Esther e
Junior, una coppia haitiana che attraversa il Messico con le due
figlie di lei nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti. La
necessità di sostenere la famiglia porta Junior a lavorare come
vedetta per i taglialegna, facendo convergere nella stessa storia
migrazione, precarietà e disboscamento illegale.
A valutare le sei opere sarà una
giuria presieduta dal regista e produttore Matteo Rovere e composta
dall’attrice Giulia Michelini, dagli attori Andrea Arcangeli e
Carlo De Ruggieri, dal giornalista Alessandro Guarasci, dal direttore
generale della LIPU-BirdLife Italia Danilo Selvaggi e dalla
direttrice dello IED Roma Laura Negrini. Accanto alla giuria
ufficiale ci sarà la Giuria Germogli, composta da studenti
universitari, che assegnerà un proprio premio.
“Questi sei film, tutti
internazionali e inediti in Italia, arrivano da cinematografie molto
diverse e raccontano il presente attraverso storie, personaggi e
conflitti profondamente radicati nei luoghi da cui provengono. È uno
degli aspetti più interessanti del cinema: un’opera nasce dentro
una società, ne assorbe le tensioni e le trasformazioni, e può
mostrarci quanto ciò che accade dall’altra parte del mondo sia in
realtà legato anche a noi”, dichiara Matteo Rovere, regista,
produttore e CEO di Groenlandia Film. “Quando si parla di ambiente,
risorse, lavoro o disuguaglianze, le distanze geografiche contano
meno di quanto sembri. Dai pascoli Sami alle foreste del Chiapas,
dalle comunità indigene del Brasile all’industria nucleare
francese, questi film mostrano quanto il cinema possa essere insieme
racconto e strumento per leggere connessioni che attraversano società
molto diverse”.
Documentari, talk e incontri: gli altri
appuntamenti
Accanto al concorso, Cinema In Verde
propone un programma di proiezioni e occasioni di confronto. Ad
aprire il Festival, giovedì 17 settembre all’Arena di Piazza
Vittorio, sarà il duo drag Karma B insieme a Chiara Campione,
direttora di Greenpeace Italia, protagoniste di un dialogo sui
cambiamenti ambientali e sociali e sul modo in cui vengono raccontati
e discussi nello spazio pubblico.
All’inaugurazione parteciperanno, tra
gli altri, Sabrina Alfonsi, Assessora all'agricoltura, ambiente e
ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Antonella Polimeni, Rettrice
Sapienza Università di Roma e Massimo Pronio, responsabile
comunicazione - Rappresentanza Commissione Europea in Italia.
“Siamo arrivati alla quarta edizione
del festival dedicato al cinema ambientale che ogni anno nel cuore
della capitale racconta come la sostenibilità sia diventata una
nuova declinazione della lotta alle disuguaglianze, perché non può
esserci giustizia sociale senza sostenibilità ambientale”,
dichiara Sabrina Alfonsi, all'agricoltura, ambiente e ciclo dei
rifiuti del Comune di Roma. “Roma sta facendo un grande
investimento su questo tema, a partire dal piano di forestazione
urbana, passando per la mobilità sostenibile, fino
all’efficientamento energetico degli edifici e alle azioni di
contrasto all’inquinamento dell’aria. Ma dobbiamo lavorare
anche per promuovere un cambiamento culturale e, in questo, il
Festival Cinema in Verde è una cassa di risonanza potente e
immediata. Inoltre, quest’anno c’è un’importante novità: la
serata finale sarà in parte dedicata alle voci e allo sguardo di
dodici studenti e studentesse palestinesi, che grazie al Progetto
LAND, hanno realizzato sei cortometraggi che saranno proiettati in
anteprima”.
Al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza
torna nelle mattine del 17, 18 e 19 settembre “Documentario come
arte del reale”, con proiezioni e incontri dedicati al rapporto tra
comunità e territorio, alla tutela delle foreste e alle migrazioni
climatiche. In programma Land of Canaan di Maggie Lemere, Le Chant
des Forêts di Vincent Munier, preceduto dal corto Un Racconto di Tre
Foreste, e Black Water di Natxo Leuza. Tra gli ospiti Gaga
Pignatelli, coordinatrice di Equo Garantito, Ewa Hermanowicz e
Alberto Pauletto del Forest Stewardship Council e Angelica de Vito,
esperta di migrazioni climatiche e consulente diplomatica presso le
Nazioni Unite.
Nei pomeriggi, sempre alla Sapienza, la
rassegna “Green Mirror propone The Sea di Shai Carmeli Pollak,
Eva di Emanuela Rossi e il film d’animazione Arco –
Un’amicizia per salvare il futuro di Ugo Bienvenu.
“Cinema In Verde cambia casa e
dall’Orto Botanico si apre ancora di più alla città, tra Piazza
Vittorio e il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza”, aggiunge
Fabio Attorre, professore di Botanica Ambientale e Applicata presso
l'Università Sapienza di Roma e direttore dell'Orto Botanico della
città. “È un passaggio che rafforza il ruolo dell’Università
non solo nella ricerca, ma anche nella formazione culturale sui temi
ambientali e climatici. Formare significa dare strumenti per leggere
la complessità della crisi, riconoscerne le conseguenze sui
territori e sulle comunità e sviluppare una consapevolezza capace di
orientare le scelte. Anche i film di questa edizione vanno in questa
direzione, perché mostrano quanto ambiente, società e futuro siano
ormai strettamente legati”.
All’Arena di Piazza Vittorio il
confronto prosegue con i talk: “Coltivare in un clima che cambia”,
dedicato agli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura e
alle possibili risposte, con rappresentanti del mondo agricolo, della
ricerca e di Barilla; “Roma Green Set”, sulla sostenibilità
delle produzioni cinematografiche; e “Alla scoperta di storia e
natura con i Sentieri di carta”, sul ruolo del turismo sostenibile
nella valorizzazione dei territori, con la partecipazione, tra gli
altri, di Comieco e Legambiente. Inoltre, un pomeriggio sarà
dedicato al clean-up dell’area con i rappresentanti di Plastic Free
Italia.
Tra gli appuntamenti della giornata
conclusiva, domenica 20 settembre, anche LAND: racconti palestinesi.
All’Arena di Piazza Vittorio saranno presentati i sei cortometraggi
realizzati da dodici giovani cineasti palestinesi che hanno
partecipato alla spring school di due mesi organizzata da Cinema In
Verde e ACS – Associazione Cooperazione e Solidarietà, insieme ai
partner cinematografici del progetto. Alcuni degli autori e delle
autrici saranno a Roma per presentare i propri lavori. A seguire, la
premiazione del Ginkgo d’Oro 2026 e la proiezione del film
vincitore.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti
fino a esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria.
Il programma completo e le prenotazioni
sono disponibili su www.cinemainverde.it.
Cinema In Verde è organizzato da Sapienza Università di Roma
– Polo Museale Sapienza Cultura e dall’agenzia di
comunicazione green Silverback, con il sostegno di Roma Capitale,
attraverso l’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei
Rifiuti e l’Assessorato alla Cultura. Il concorso internazionale
all’Arena di Piazza Vittorio è realizzato in collaborazione con
ANEC Lazio. |
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