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| Da sx: Giacomo Gambi, Aristide Rontini e Marco Panieri |
Imola, 16 marzo 2026 - La città di Imola ha reso omaggio a uno dei suoi talenti più illustri nel campo della danza, Aristide Rontini, con una cerimonia alla presenza del sindaco Marco Panieri e dell’assessore alla Cultura Giacomo Gambi. Durante l'incontro, è stata consegnata una targa al coreografo, performer, community dance artist e professionista con disabilità, in segno di riconoscimento per il suo grande contributo al mondo della danza e della cultura, che da anni arricchisce con passione e dedizione.
“L’impegno straordinario di Aristide Rontini e la sua passione per la danza hanno saputo farsi apprezzare su palcoscenici nazionali e internazionali. Con il suo lavoro, Aristide non solo celebra la danza, ma trasmette anche un potente messaggio di inclusività. Imola è fiera di poter valorizzare il lavoro di Rontini, il suo percorso è un esempio di come la cultura possa essere strumento di crescita e di trasformazione per tutti”, ha sottolineato il sindaco di Imola, Marco Panieri.
“L’esperienza di Aristide come community dance artist ha raggiunto risultati significativi in Europa e oltre. Esempi del suo lavoro come i progetti Pasolini – Atto II, messo in scena alla Libreria Francescana di Imola, e Lampyris Noctiluca, presentato al termine di una residenza artistica al Teatro dell’Osservanza, sono stati condivisi anche con la città. E in città sono diversi i momenti formativi che hanno visto e vedono Aristide coinvolto, assieme al tessuto associativo cittadino. Siamo sicuri che a Imola proseguirà con nuove e importanti iniziative perché Aristide sa intrecciare arte e comunità, creando spazi di inclusività e riflessione”, ha detto l’assessore alla Cultura di Imola, Giacomo Gambi.
Biografia di Aristide Rontini
Aristide Rontini è performer, coreografo Aristide Rontini è un performer, coreografo, community dance artist e professionista con disabilità. Nel 2010 si diploma alla Codarts - Rotterdam Dance Academy. I suoi lavori sono stati programmati da festival e teatri italiani e internazionali come Oriente Occidente, ERT - Emilia Romagna Teatro, Holland Dance Festival e Gender Bender. Negli anni ha realizzato "It move me" (2016), "Giovane Notturno" (2018), "Alexis 2.0" (2021), entrambi selezionati alla "Vetrina della Giovane Danza D'autore, Lampyris Noctiluca" (2022), "Back Eye Black" (2023), "Corporale" (2024) e "Frammenti Di Infinito" (2024). Il suo solo "Lampyris Noctiluca" è stato selezionato dalla piattaforma internazionale Aerowaves Twenty25. Ha ricevuto commissioni da Introdans e Skånes Dansteater.
Come artista di danza è interessato al corpo come archivio vivente di tracce autobiografiche e segni socio-culturali, e alla danza nel suo potere di attivare processi critici, trasformativi e immaginifici per dare vita a narrazioni di intensità rispetto a quelle dominanti. Lavora attorno al concetto di "Immagine incarnata": i corpi danzanti sono soglie che incarnano immagini e stati emotivi. Nei suoi spettacoli crea atmosfere intime e meditative grazie alle quali vuole favorire per favorire dinamiche di empatia e di ascolto tra il pubblico e i corpi danzanti, evocare immagini dell'inconscio collettivo e osservare il lento disseminarsi di nuove immagini.
Come artista disabile è membro di Al.Di.Qua. Artists (Alternative Disability Quality Artists), la prima associazione italiana di artisti disabili creata per discutere e sollevare questioni di accessibilità nel settore delle arti performative. Parallelamente all'attività di advocacy, conduce workshop con un approccio accessibile, scrive articoli, partecipa a dibattiti di gruppo, co-cura webinar. È membro indipendente del consiglio di amministrazione del programma di residenza bilaterale Uk-It "Open Dialogo".
Ha partecipato a diverse attività dei progetti europei volti a supportare artisti con disabilità e accessibilità, come "Moving Beyond Inclusion", "Impart" e "EBA - Europe Beyond Access". Ha partecipato a programmi di scambio sulle pratiche di danza accessibile a cura della compagnia Stopgap Dance Company in collaborazione con Oriente Occidente. Da oltre un decennio conduce inoltre laboratori di danza di comunità in diversi contesti e spazi, come scuole e musei, rivolti a gruppi diversi intergenerazionali o con specifici target. È danzeducatore®. Nel 2016 completa i suoi studi in pratiche di danza educativa e di comunità presso il centro Mousikè- Centro di Ricerca in danza educativa e di comunità di Bologna.
Affascinato dalle qualità di chi si dedica alla danza pur non essendo professionista e consapevole dell'importanza della pratica diretta della danza per comprenderne le dinamiche percettive, Aristide Rontini da anni incontra comunità di non professionisti sia in progetti finalizzati alla produzione artistica, come "Corporale", sia in attività laboratoriali, come per il progetto europeo "Performing Gender - Dancing in your shoes” realizzato dal Festival Gender Bender di Bologna.
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