lunedì 12 ottobre 2026

ASCOLTATE DON DOLINDO

Don Dolindo Ruotolo
Sono tanti secoli che Gesù ci ha redenti, e quanti si sono perduti perché non sono vissuti di Lui, della sua verità, della sua vita! Il regno di Dio che deve essere il trionfo della sua vita nel mondo, e quindi, il trionfo della sapienza sua nella luce della verità della fede, e della sua vita nell’Eucaristia, il regno di Dio non ancora si è manifestato pienamente nel mondo. Sono venti secoli che la Chiesa lo invoca, ed esso non può risplendere che quando Egli stesso raccoglie tutte le umane debolezze e miserie, le inabissa nel suo Sangue e nella sua vita e le trasforma con i meriti che già sul Calvario offrì al Padre, per la riconciliazione del mondo. Sul Calvario Egli offrì il prezzo del riscatto, era logico che tutta l’umana iniquità si manifestasse prima, e poi fosse distrutta. Essa si accumulò sopra di Lui, ma la sua Passione continuò per i secoli; continuò nella vita della Chiesa, si sviluppò in tutta la sua estensione. Nelle sue sofferenze ci fu la sintesi di tutto; nella vita del mondo e della Chiesa ci fu l’analisi; dopo ci deve essere necessariamente la conclusione, che è una novella sintesi, e dopo, il regno di Dio. Così, per darne un esempio, nell’Orto Gesù subì un’agonia atroce, per le eresie future e le divisioni della Chiesa: ecco la sintesi. Ma le eresie non erano ancora la sua agonia, quindi si sviluppò nella Chiesa a misura che le eresie e le divisioni successero. Consumata questa iniquità, è logico che Egli manifesti tutta la bellezza della verità della fede e della Chiesa, ed ecco il regno di Dio.

Nella flagellazione Egli raccoglie sopra di Sé ed espia l’impurità della carne. Essa poi si sviluppa nei secoli, e quando è un fatto storico compiuto, allora Egli interviene, lotta col suo amore contro l’impurità; la consuma nella sua carità facendo servire tutto alla gloria di Dio. Diciamo lo stesso per tutte le altre espiazioni della sua Passione: la Passione è il disegno; la vita del mondo ne è lo sviluppo; il regno di Dio ne è il frutto completo.
Come fa un ingegnere per edificare un palazzo?
Prima lo disegna sulla carta, con tutte le proporzioni. Ma subito dopo comincia il faticoso lavoro, pietra su pietra, e la fabbrica pare confusione e nulla altro. Tutto quello che vive del disegno si eleva e si regge; quello che non risponde al disegno, non è che detrito e calcinaccio che si getta nel mare. Quando la fabbrica è terminata, quando si è demolito quello che doveva demolirsi e che nel disegno con un tratto di penna era stato già demolito in germe, quando si è elevato quello che doveva elevarsi, allora il palazzo si inaugura, e si fa un disegno novello che è preso dal vero, dal primo disegno già sviluppato. L’inaugurazione è il trionfo dell’ingegnere ed è breve. Dopo, il palazzo diventa la dimora di tante persone. Così è, in certo modo, l’opera di Gesù Redentore. Egli raccoglie in Sé tutta l’umanità peccatrice, e la espia nel suo Sangue, ordinandola a Dio. L’umanità poi cresce, si sviluppa, e manifesta nella sua vita le miserie che già Egli ha espiate. Intanto l’edificio si eleva: si sviluppa il bene ed il male, crescono il grano e la zizzania nel campo. Dopo, il Signore interverrà in tutto lo splendore della sua attività, e raccoglierà tutto nella sua vita sacramentata. Ecco perché il regno di Dio non potrà essere che un trionfo eucaristico.
(Padre Dolindo – Servo di Dio)

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